Anno 138 - Marzo 2026Scopri di più
"Io" al posto di Dio?
Don Livio Tonello, direttore

Non dovrebbe essere una alternativa, ma una felice correlazione. Dio conclude l’opera creatrice con l’uomo e la donna, apice del suo intervento creatore. Fin dall’inizio profondi sono stati la complicità e l’affiatamento, anche se durati poco. Presto si è insinuato il dubbio sulla bontà del Padre e il conseguente tentativo di rivaleggiare. Da allora la relazione Dio-uomo è diventata una alternativa: dove c’è Dio non c’è più spazio per la creatura. Anche la prospettata “morte di Dio” tra gli anni sessanta e settanta rivendicava l’autonomia umana e la necessità di sbarazzarsi di ogni “debolezza” religiosa. La tentazione di mettere il proprio “io” al posto di Dio permane. Segno ne sono le crisi planetarie e le ideologie che indeboliscono la fraternità universale e la convivenza pacifica in nome del dominio. Dio è messo da parte o addirittura strumentalizzato a giustificare il proprio potere. Ma alla fine emerge sempre e solo un “io” che esclude gli altri e perfino l’Altro dal proprio orizzonte. Ne fanno le spese i diritti umani, la sovranità territoriale, le convenzioni e infine la pace. E l’io finisce per diventare un super-io, espressione di una volontà di potenza che annulla i più deboli, la solidarietà e la libertà.…
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