La vita di don Antonio Locatelli (nella foto e nella lapide-ricordo in suo onore in Via Cappelli 28) ruotò attorno ad una profonda devozione al Santo, al quale egli attribuiva la riuscita della sua molteplice attività.

Nato il 22 novembre 1839 a Padova, fu battezzato in casa per “pericolo imminente di morte”. Tutta la sua esistenza fu contrassegnata da una salute precaria che non gli impedi però di realizzare un‘autentica valanga di cose. Ordinato sacerdote nel 1863 nel Seminario diocesano, passò due anni a Venezia in qualità di segretario del cardinale Trevisanato, che egli accompagnò anche al Concilio Vaticano I e ciò gli offri l’occasione di conoscere molti ecclesiastici, anche stranieri, che lo aiuteranno piú tardi nelle sue ricerche sul Santo.

Nel 1866 si laurea in Teologia e dieci anni dopo il vescovo Canossa di Verona lo chiama ad insegnare Teologia Morale e Storia Ecclesiastica nel Seminario locale. Di nuovo a Padova, ritorna alle sue ricerche d’archivio, per le quali intraprende viaggi a Roma, in Germania, in Spagna e in Francia.

Una conoscenza profonda della comunità cristiana del suo tempo gli suggerì d’impegnarsi nel settore della cultura religiosa. Nel 1886 apre in via Cappelli la Tipografia Antoniana, e allo scopo di collegare i devoti del Santo di tutto il mondo fonda l’Associazione Universale di Sant’Antonio. Un anno dopo dà inizio all’Opera del Pane dei Poveri e nel 1888 alla rivista “Il Santo dei miracoli”. Ultimo suo progetto, non realizzato per una serie di difficoltà, la creazione di una università cattolica: avrebbe preceduto di oltre 20 anni Padre Gemelli!

Muore il 23 dicembre 1902. Il cordoglio per la sua scomparsa fu unanime: a piangerlo furono soprattutto i poveri, sfamati dal suo pane, gli uomini di cultura e le innumerevoli persone che da lui ebbero conforto e sostegno.