Anno 137 - Dicembre 2025Scopri di più
La speranza è nelle nostre mani
Don Carlo Broccardo

Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e d’intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore. Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli umili della terra. Percuoterà il violento con la verga della sua bocca, con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio (....). Isaia 11,1-10
Nella seconda domenica di Avvento di quest’anno (7 dicembre), vigilia dell’Immacolata, la prima lettura ci regala uno dei passi più poetici del libro del profeta Isaia. È l’ultimo brano che leggiamo nel nostro cammino sulle tracce della speranza ed è un messaggio potente (ndr.: qui sopra è riportata solo la prima parte del brano). Il profeta Isaia pronuncia queste parole in un tempo difficile: da due secoli Israele è diviso in due regni, il Nord (con capitale Samaria) e il Sud (Gerusalemme), ormai in guerra tra loro. Per prevalere il Nord si allea con la Siria; il re di Gerusalemme, Acaz, spaventato, non si fida del Signore. Allora Isaia pronuncia parole dure: «Il Signore manderà su di te, sul tuo popolo e sulla casa di tuo padre giorni quali non vennero da quando Efraim si staccò da Giuda: manderà il re di Assiria» (Is 7,16-17). Una guerra imminente e la minaccia di un’invasione da parte della più spietata superpotenza del momento; di fronte a tutto ciò c’è ancora speranza? La risposta è “sì” e Isaia la esprime dando vita a tre scenari suggestivi... (continua)
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