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Le religioni alle Olimpiadi

Don Giulio Osto

Uno degli eventi di questi mesi sono le Olimpiadi e le Paraolimpiadi invernali Milano-Cortina. Pochi sono a conoscenza del fatto che il protocollo olimpico prevede l’allestimento, per gli atleti, di spazi idonei per il culto. All’interno dei villaggi olimpici devono essere predisposti dei luoghi, temporanei ovviamente, che consentano agli atleti di praticare la loro religione. L’attenzione è ampia, cioè sia ecumenica – rivolta ad atleti cristiani ortodossi o evangelici – sia interreligiosa, rivolta ad atleti musulmani, hindu, buddhisti, sikh. Di solito viene offerto più di un “luogo”, in modo da evitare confusione e sovrapposizioni, anche perché le “esigenze di culto” sono molto diverse le une dalle altre.

Interessante è scoprire come tali luoghi assumano denominazioni assai variegate, considerando anche la grande dimensione internazionale e interculturale degli atleti. Si va da “quiet room” (stanza tranquilla) a “stanza del silenzio”, da “cappella” a “sala di preghiera”. È compito del comitato olimpico attuare tale attenzione alla dimensione religiosa degli atleti. Questo aspetto è poco noto al grande pubblico che è, ovviamente, attratto dalle prestazioni sportive offerte, ma è bello immaginare tutta la vita dietro le quinte degli atleti, che rimangono sempre persone con tutte le loro caratteristiche, e anche con un’esperienza religiosa.

Le Olimpiadi e le Paraolimpiadi sono forse una delle poche manifestazioni – se non l’unica – al mondo che riescono a riunire persone di ogni cultura e di ogni religione in modo pacifico, per un obiettivo comune e una condivisione alla pari di gare e cerimonie. Gli abbigliamenti sportivi dichiarano l’appartenenza nazionale, qualche sponsor e qualche gusto cromatico, ma è bello cogliere come esprimano anche la ricchezza delle tante umanità, culture e religioni che si incontrano nei villaggi olimpici, negli spogliatoi, nelle mense, nei luoghi di allenamento e anche nei luoghi di culto predisposti. Il rapporto tra religioni e sport emerge come un ambito promettente, tutto da analizzare. Frutto delle Olimpiadi invernali di Torino è il libretto Le religioni e lo sport. L’esperienza di dialogo interreligioso e i giochi olimpici invernali di Torino (Effatà 2006).