Anno 132° - Gennaio 2020

La Scrittura si ascolta con il cuore

fr. Luciano Bertazzo

È abbastanza conosciuto il “soprannome” che papa Gregorio IX diede a sant’Antonio di Padova, dopo averlo sentito predicare: “Arca del Testamento” – disse – che, tradotto in termini un po’ più vicini a noi, vorrebbe dire: “Scrigno della Sacra Scrittura”. Solitamente si commentano queste parole del papa affermando che, in effetti, il nostro frate Antonio sapeva a memoria la Parola di Dio e per lui la predicazione era un’attività facile, naturale, che attingeva con spontaneità dalla sua impressionante memoria dei testi biblici.

Forse c’è del vero in questo, ma le fonti antiche aggiungono un particolare assai prezioso: ciò che suscitò meraviglia nel pontefice non fu tanto il fatto che Antonio avesse una memoria prodigiosa o un’arte retorica raffinata, ma che le sue parole fossero profonde. È la profondità della sua predicazione a colpire l’orecchio e il cuore dei suoi ascoltatori!


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