Anno 138 - Giugno 2026Scopri di più
Epatite A: sintomi e cura
Rosabianca Guglielmi

Qualche mese fa è stata segnalata a Napoli un'epidemia di epatite A, notizia che ha suscitato timori. L’epatite A (HAV: Hepatitis A Virus) è un’infiammazione del fegato causata da un virus che si trasmette per via oro-fecale, soprattutto tramite acqua o cibi contaminati (frutti di mare, acqua di pozzo) o per contatto diretto con persone infette. Si manifesta sempre in modo acuto, spesso ha un decorso benigno, ma a volte è grave e fulminante, potenzialmente letale (1% dei casi). Il tempo di incubazione della patologia è in media di 4 settimane, durante le quali si è contagiosi anche senza sintomi; la malattia si risolve in uno o due mesi.
Nei bambini sotto i 6 anni la malattia è spesso asintomatica, mentre 7 adulti su 10 manifestano sintomi come ittero, febbricola, inappetenza, nausea, vomito, fatica, malessere, dolori articolari o muscolari, cefalea, anoressia, dolore addominale, urine scure, feci chiare, prurito, epatomegalia. Dopo la guarigione si sviluppa un’immunità permanente. Non esiste una terapia specifica anti-virale, quindi si procede a cure di supporto per controllare i sintomi e gli squilibri dovuti a un'eventuale disfunzione epatica. Nel caso di un'epatite fulminante può essere necessario ricorrere al trapianto di fegato.
L'Epatite A può essere prevenuta con la vaccinazione (due dosi protezione per almeno vent'anni) e con una corretta igiene personale ((lavaggio delle mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi dopo aver usato il bagno o cambiato i pannolini) e degli alimenti. Si raccomanda prudenza nell'ingerire alimenti o acqua potenzialmente contaminati; i cibi crudi devono essere lavati con acqua non contaminata; il congelamento non distrugge il virus; la cottura degli alimenti distrugge il virus solo con temperature superiori a 85°C mantenute per almeno 1 minuto; anche i cibi cotti possono essere contaminati dopo la cottura se manipolati in modo non accurato.

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