Anno 138 - Febbraio 2026Scopri di più
Dove trovare luce nel buio più profondo?
Fratel MichaelDavide Semeraro

Sono rimasta molto scioccata e addolorata per la tragedia di fine anno in Svizzera nella quale hanno perso la vita oltre 40 giovanissimi, e altri sono rimasti gravemente feriti non solo nel corpo, perché conserveranno in loro un trauma indelebile. Ragazzi nel pieno dell’adolescenza, desiderosi di bellezza, di gioia, probabilmente vestiti con i loro abiti più belli, si erano ritrovati per celebrare la speranza. Quella speranza che noi cristiani tanto abbiamo invocato durante il recente giubileo e che - continuiamo a ripetere – “non verrà mai delusa”. Come leggere questi avvenimenti nell’ottica della fede? Vedere morte e dolore dentro quella che doveva essere un’occasione di celebrazione e festa produce un senso di impotenza e di ingiustizia senza uguali.
A.C. (Torino)
Le fede non ci esime dallo schok e dal dolore davanti ad avvenimenti come quello in cui dei giovanissimi hanno perso la vita mentre festeggiavano il capodanno: lo sgomento rimane. Ciò che la nostra fede pasquale ci permette di continuare a credere e a sperare è che la morte fa parte della vita e va vissuta – soprattutto in casi come questo – con grande rispetto del dolore e con una estrema compassione verso i defunti e verso i sopravvissuti. Momenti come questi sono l’occasione per i credenti di ravvivare la fede nella risurrezione dei morti e la speranza nella vita eterna dove tutto ciò che è stato segnato dall’amore si ritroverà in una gioia difficile da immaginare, ma importante da credere.

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