Anno 138 - Settembre 2026Scopri di più
Chi sostiene chi cura?
Fratel MichaelDavide Semeraro

Sto accudendo mia mamma, relativamente giovane, che sta perdendo la memoria: a volte non mi riconosce, ripete le stesse domande, si agita; io mi sento stanca, spaventata e insieme colpevole quando perdo la pazienza. Come posso restarle vicina con tenerezza senza annullarmi, e dove trovare nella fede luce e forza per questo tratto di strada? L.U. (Sassari) Carissima, in una situazione come quella che lei sta vivendo non è facile trovare l’equilibrio tra il prendersi cura della persona malata e non smettere di prendersi cura anche della propria persona. Non bisogna presumere delle proprie forze e non solo lasciarsi aiutare, ma persino – soprattutto con l’aggravarsi della malattia – affidare ad altri la cura effettiva del malato assicurando la propria cura affettiva. La tenerezza è la parte che le compete, ma il resto forse non può farlo da sola col rischio che la fatica tolga energia e slancio all’amore filiale di cui sua madre ha bisogno, ma non è il suo unico bisogno.
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