Anno 138 - Luglio-Agosto 2026Scopri di più
Una via europea ai pagamenti digitali
Andrea Canton

Il nostro euro, la moneta comune europea che abbiamo in tasca da quasi 25 anni, cambierà molto da qui al 2028. Cambieranno le banconote: via i ponti, dentro – la decisione verrà presa in queste settimane – faccioni famosi o uccelli europei (per i 5 euro sfida aperta tra Maria Callas e il picchio muraiolo). Ma cambierà soprattutto il sistema di pagamenti elettronici con la proposta di una terza via, una via europea, tra il sistema ultraprivatistico degli Stati Uniti e quello centralistico della Cina. Entro il 2028 nelle nostre tasche – o meglio, nei nostri wallet elettronici – arriverà l’euro digitale. Non è una questione tecnica, ma politica, tanto è vero che tutte le forze politiche italiane, dai 5 Stelle fino a Fratelli d’Italia, hanno sposato con entusiasmo il progetto (unica eccezione la Lega, rimasta in silenzio).
Ma che significa “euro digitale”? Oggi, ogni volta che paghiamo con la carta, quel pagamento viaggia su circuiti americani: Visa, Mastercard, Apple Pay, PayPal. Una vulnerabilità enorme: cosa accadrebbe se Washington, sempre più distante politicamente, decidesse di staccare la spina o aumentare le commissioni? L'euro digitale, infrastruttura pubblica e garantita, è la risposta a questa dipendenza. Lo si può spiegare come una versione elettronica delle banconote garantite dalla Banca Centrale Europea. Niente a che vedere con le criptovalute speculative: un euro digitale varrà sempre un euro.
La posta in gioco è alta. Negli Stati Uniti è esploso il mercato delle monete digitali private ancorate al dollaro, oltre trecento miliardi, sostenute apertamente da Washington per rafforzare il primato del biglietto verde (e per arricchire la famiglia Trump). Senza una risposta europea, l'euro rischierebbe di diventare moneta di provincia.
Per i cittadini cambierà poco nell'uso quotidiano, ma molto nelle garanzie: pagamenti gratuiti, funzionanti anche senza Internet, con una riservatezza simile a quella del contante. Per i commercianti commissioni drasticamente più basse, se non del tutto assenti: risorse che resteranno nelle tasche europee invece di volare oltreoceano. Non male per una moneta che doveva “tramontare”.

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