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Tenere in vita la speranza

Don Carlo Broccardo

C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui... Luca 16,19-31

Sono andato a guardare il mio archivio personale: negli scorsi anni abbiamo già letto insieme questa parabola, nelle pagine de “Il Santo dei Miracoli”, per ben due volte. Non c’è due senza tre, verrebbe da dire… Ma specialmente può essere un brano attuale in quest’anno santo, in cui ci lasciamo guidare dal tema della speranza. Si usa dire, infatti, che «la speranza è l’ultima a morire»; è un detto molto antico, presente già ai tempi dei romani. Ma, quando a fine settembre ascolteremo a Messa la parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro, il messaggio sarà che anche la speranza può morire! Magari per ultima, ma può anch’essa venir meno... (continua)


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