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Gli sposi e le relazioni

mons. Giampaolo Dianin, vescovo

Il giubileo per gli sposi può essere l’occasione per guardarsi negli occhi e valutare se e come sia cresciuta la qualità della relazione, la comunicazione profonda, l’intimità spirituale tra i due e anche con Dio. È interessante come nella Divina commedia Dante usi due volte il verbo “indulgere”: una volta lo usa in riferimento agli sguardi tra Beatrice e Dante. L’incrocio degli sguardi è una grazia così grande che, scrive Dante “lo sguardo di lei indulse virtù”, cioè gli ha dato forza, energia, slancio, grinta per andare avanti nel cammino. Vorrei dire che c’è bisogno nella coppia di queste “indulgenze”, di questi sguardi intensi, di comunicazione profonda per rinnovare continuamente la relazione. Non è un tema marginale: essere sposati nel Signore significa che il nostro amore e la nostra relazione è “memoriale, attualizzazione e profezia” dell’amore di Dio, cioè di un’altra relazione che è quella divina (FC, 13). Interrogarci sulla relazione significa anche fare il punto su come viviamo il sacramento del matrimonio... (continua)


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