Anno 137 - Settembre 2025Scopri di più
La mia preferita tra tutte le parole
Elide Siviero

Ho letto una intervista a Roberto Vecchioni, uno dei più importanti cantautori italiani, ma anche professore di lettere antiche, in cui gli chiedevano quale fosse la sua parola italiana preferita. Appena sentita la domanda, ho pensato immediatamente alla mia parola prediletta: amore. Mi è piaciuto quello che Vecchioni dice di questa parola, che per lui è la parola più bella della lingua italiana. Perché: «Racchiude in sé così tanti significati e sfumature: affetto, passione, dedizione, sacrificio». L’etimologia di questo termine italiano, secondo Vecchioni, viene da “kamami” che in sanscrito significa desiderare, perché il senso fondamentale dell’amore è il desiderio, cioè ti manca qualcosa di cui hai bisogno. «In persiano antico va via il “k” e viene l’aspirazione, “hamami”. Poi i Latini tolgono l’aspirazione e tengono il verbo “amami”, un bellissimo verbo perché tiene conto dei due suoni fondamentali dell’essere umano, la “a” e la “m”, che sono le stesse lettere che troviamo in amare e mamma, pronunciabili dal bambino subito». Secondo lui, amare è vita perché è “a–mors” ovvero senza morte (la “a” posta dinanzi a un termine significa privazione), ma questo non è accreditato dai dizionari più autorevoli che invece sottolineano anche altre ipotesi etimologiche come una radice indoeuropea…
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