Anno 131° - Giugno 2019

Volontà e autodisciplina: una forza!

Alessandra Castelliti

Le grandi imprese e i risultati positivi si ottengono con passione e costanza. Per questo il cervello dev’essere allenato, stimolato e rinforzato nelle sue capacità

Ogni giorno facciamo molti propositi a voce alta: devo tenere in ordine la casa, devo imparare una nuova lingua, devo andare in palestra, devo dimagrire, devo aprire la mia casa e invitare più persone, devo cambiare lavoro, devo trovare il tempo per studiare, devo fare volontariato, devo cambiare stile di vita, devo relazionarmi meglio, devo leggere di più ecc. Una serie di compiti, quindi, chiamati “doveri” ingombrano sistematicamente la nostra mente lasciando spesso viva la delusione di non essere riusciti a raggiungere l’obiettivo per mancata voglia, desiderio, volontà. Mi colpisce molto la citazione di Gandhi: «La forza non viene dal vigore fisico, viene da una volontà indomabile».

Allora come fare a sviluppare una volontà indomabile che ci consenta di essere motivati, ordinati, costanti, pazienti e appassionati e, soprattutto, perché alcune persone riescono a sviluppare la volontà e a farla crescere attraverso l’autodisciplina e altri, anche se la desiderano, non riescono a sviluppare questa abilità utile per vivere meglio e sentirsi più gratificati? È bello poter pensare che, proprio come i muscoli, anche il cervello può essere allenato, stimolato e rinforzato nelle sue capacità. Per Auto-disciplina si intende: «Il controllo dei propri impulsi e la direzione delle proprie facoltà secondo una regola che il soggetto stesso si impone e liberamente riconosce».

Molte volte risuona come imposizione severa, rigida, per pochi eletti, invece è un metodo che se riconosciuto e accettato come uno stile quotidiano da sviluppare, migliora le prestazioni della nostra mente, porta benessere psicologico e fisiologico e ci educa a uno sguardo diverso verso la vita. Pensiamo alla bellezza che ci regalano una danza, un dipinto, una composizione musicale, ma dietro questo dono che l’arte ci fa ci sono ore, giorni di studio, allenamento, ascolto, costanza. Perché facciamo così tanta fatica rispetto a epoche passate?

Purtroppo viviamo in un tempo molto veloce e spesso vige la regola del “tutto e subito”. Certamente la velocità è una buona caratteristica, ma l’immediatezza non sempre favorisce risultati di qualità, né educa gli esseri umani ad apprendere che le grandi imprese e i risultati positivi si ottengono con autodisciplina, volontà e passione. Per Volontà si intende la «facoltà propria dell’uomo di tendere con decisione e piena autonomia alla realizzazione di fini determinati».

Come si sviluppano quindi la forza di volontà e l’autodisciplina?

1) Dandosi un obiettivo a lungo termine.

2) Desiderando un cambiamento nei propri comportamenti.

3) Posticipando una gratificazione, sapendo valutare le priorità, i desideri immediati e le tentazioni.

4) Riconoscendo il risultato ottenuto, con una piccola ricompensa, per aumentare ancora più la fiducia.

5) Annotando su un quadernino i successi, i fallimenti, le resistenze, per poter imparare ad accettare i nostri limiti e su quelli investire maggiormente per migliorare e raggiungere gli obiettivi iniziali.

6) Nutrendo compassione e accoglienza verso di noi, come fonti di energia sana.

Vi porto una storiella sulla forza di volontà tratta dai racconti di P. Yogananda: «C’erano una volta una rana grande e grossa e una rana piccolina, che caddero in un secchio di latte dai bordi alti e scivolosi. Le due rane nuotarono per ore e ore, cercando di uscire dal secchio. Esausta, la rana più grande si lamentò: “Piccola sorella rana, mi arrendo” e lentamente scomparve sul fondo del secchio. La rana piccola pensò tra sé e sé: “Se mi arrendo, morirò. Perciò, devo continuare a nuotare”. Passarono due ore e la piccola rana pensò di non farcela più. Al pensiero della sorella rana morta, però, la ranocchietta ridestò la propria volontà, dicendo: “Arrendersi significa morire. Continuerò a nuotare finché non morirò, se il mio destino è morire; ma non mi arrendo, perché finché c’è vita c’è speranza”. Inebriata dalla determinazione, la piccola rana continuò ad agitare le zampette. Dopo alcune ore, ormai paralizzata dalla stanchezza e incapace di muoversi, all’improvviso sentì un bel grumo sotto le sue zampette. Agitando le zampe senza mai fermarsi, aveva trasformato il latte in burro!».

La più grande tentazione nella vita è quella di arrenderci e di ripeterci che non riusciamo e che non intravvediamo una via d’uscita; la più tenera e preziosa soluzione nella vita è quella di non smettere mai di credere che il cambiamento a ogni età è sempre possibile e meraviglioso. Buon cammino a tutti noi!

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