Anno 138 - Maggio 2026Scopri di più
Semi di civiltà
Don Livio Tonello, direttore

«Chi pianta datteri non mangia datteri», soleva dire mio nonno. Una frase d’effetto che proietta lo sguardo in avanti, verso un orizzonte in cui il tempo sembra non giocare a favore. In realtà, una palma da dattero impiega circa 7-10 anni per fruttificare, ma il paradosso del proverbio insegna altro: bisogna lavorare oggi per generare benefici a chi verrà dopo. Bisogna seminare per permettere ad altri di raccogliere.
L’attualizzazione di questa prospettiva ci pone una domanda cruciale: cosa stiamo seminando oggi per il futuro? Problemi mai risolti in Medio Oriente riaffiorano periodicamente; conflitti armati esplodono nuovamente perché la brace dell’odio e della vendetta non si è mai spenta; insurrezioni popolari infiammano le piazze perché alle ingiustizie non è mai stato posto rimedio. Ma cosa è stato seminato in passato per raccogliere oggi così tante contese? Ciò che è mancato, e continua a mancare, sono i “semi di civiltà”: gesti e valori piantati nel cuore umano per generare fraternità, solidarietà e convivenza pacifica. È una saggezza che vede lontano e che richiede pazienza e costanza.
Le nuove generazioni poggiano sulle spalle di chi le ha precedute, ma se queste non sono state lungimiranti, lo sguardo dei figli non potrà puntare lontano. Le prospettive per il futuro non possono basarsi esclusivamente sulla sostenibilità ambientale, economica o commerciale. Se manca un seme di valore che animi l’agire umano, i frutti rimarranno sempre acerbi. Ogni civiltà si fonda su principi che umanizzano, che generano vita e che non lasciano indietro nessuno. La storia insegna che le grandi potenze sono crollate quando si sono concentrate solo sul potere, sull’espansione e sulla sete di dominio. È un ciclo che si ripete e l’essere umano sembra non aver imparato la lezione.
Tuttavia, poiché questo mondo sopravviverà al nostro breve passaggio, dobbiamo coltivare la speranza. Solo seminando idee generative, costruendo reti relazionali e gettando ponti anziché innalzare muri, potremo consegnare ai nostri figli un mondo vivibile. Dobbiamo crederci, anche se siamo impazienti di vedere i risultati. La palma da dattero richiede tempo per dare i suoi frutti, ma quando arrivano, sono dolcissimi.

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