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MAGGIO 26 Italia S. Antonio
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Il male non avrà l’ultima parola

Fratel MichaelDavide Semeraro

Per essere uomini e donne di compassione e artigiani affidabili di pace è necessario imparare a pensare, a pregare, a meditare. Se è vero che bisogna gridare contro l’ingiustizia, rimane pur vero che bisogna anche saper cantare e danzare, per reincantare il mondo in cui viviamo e così addomesticare prima le bestie selvatiche che abitano il nostro cuore, per poi rendere innocue le belve che si aggirano per il mondo. Nessuna pace sarebbe possibile, né duratura senza la pacificazione del cuore.

Il “Veggente di Patmos” (autore dell’Apocalisse) con le sue visioni ci aiuta a maturare in una “beata visione di pace” che non è ingenuo ottimismo, ma capacità di saper andare alla radice della realtà senza lasciarsi sedurre dai potenti e prepotenti della terra che pensano di guidare le sorti della storia, ma che sono, in realtà, il volto di turno del male. Ma il male non avrà mai l’ultima parola, la violenza non avrà mai la vittoria finale sull’anelito di pace e di gioia che anima il cuore di ogni uomo e donna, all’altezza della loro dignità umana. Con il suo linguaggio immaginifico l’Apocalisse anima la speranza e sostiene gli sforzi di quanti, adorando solo Dio, non hanno paura dei poteri mondani e mai si arrendono alla legge del più forte, ma creano legami di solidarietà e di resistenza per far trionfare l’amore.

Del resto, come afferma Lev Tolstoj in Guerra e Pace: «I migliori generali che ho conosciuto sono uomini sciocchi o distratti. Non solo un buon condottiero non ha bisogno di genio o di qualità particolari, qualunque siano, ma al contrario, deve mancare delle più alte e migliori qualità umane: d’amore, di poesia, di tenerezza, del dubbio filosofico e indagatore. Deve essere limitato, fermamente convinto che ciò che egli compie è molto importante (altrimenti non avrebbe sufficiente pazienza), e soltanto allora sarà un valoroso condottiero. Dio lo scampi dall’essere un uomo: se sarà un uomo, amerà qualcuno, avrà pietà di qualcuno, penserà a ciò che è giusto e ingiusto».