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s.antonio ottobre 2026
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Assisi quarant'anni dopo

Don Giulio Osto

Il 27 ottobre 1986 è una data che segna una svolta nella storia dell’incontro tra le religioni. Quel giorno si svolse ad Assisi, su invito di papa Giovanni Paolo II, una Giornata mondiale di preghiera per la pace alla quale parteciparono 62 capi religiosi, provenienti da tutto il mondo. L’invito non era quello di «pregare insieme», ma di «trovarsi insieme per pregare». La distinzione è importante poiché la novità di tale esperienza, insieme a gioia e sorpresa, suscitò anche perplessità e critiche. Da questo evento nacque “lo spirito di Assisi” ossia il desiderio di continuare ad alimentare iniziative e atteggiamenti di incontro e di pace.

Così si espresse il Papa: «Ciò che abbiamo fatto oggi ad Assisi, pregando e testimoniando a favore del nostro impegno per la pace, dobbiamo continuare a farlo ogni giorno della nostra vita. Ciò che infatti abbiamo fatto oggi è di vitale importanza per il mondo. Se il mondo deve continuare, e gli uomini e le donne devono sopravvivere su di esso, il mondo non può fare a meno della preghiera. Questa è la lezione permanente di Assisi: è la lezione di san Francesco che ha incarnato un ideale attraente per noi; è la lezione di santa Chiara, la sua prima seguace. È un ideale fatto di mitezza, umiltà, di senso profondo di Dio e di impegno nel servire tutti. San Francesco era un uomo di pace».

Quest’anno il quarantesimo anniversario coincide con gli 800 anni dalla morte del Santo di Assisi, un bellissimo intreccio che provoca ancora una volta ogni persona a vivere quella fraternità totale capace di abbracciare non solo le persone, bensì anche «sorella morte». L’appello alla pace purtroppo è urgente come all’epoca, durante la guerra fredda. Oggi gli scenari sono ancora più preoccupanti e quindi lo spirito di Assisi è consegnato a ciascuno di noi perché possa viverlo e diffonderlo.

Nel 2011, venticinque anni dopo, anche papa Benedetto XVI convocò un incontro ad Assisi, con il titolo “Pellegrini della verità, pellegrini della pace”. È importante ricordare una novità di questa giornata, vale a dire l’invito rivolto non solo ai capi religiosi, ma anche ad alcuni “non credenti”. Non solo chi vive un’esperienza religiosa, ma ogni persona umana è infatti impegnata a costruire la pace.