Vangelo della Domenica - 20 settembre 2026

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

Dal Vangelo di Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto.

A che ora partiamo?
Quante volte ci siamo chiesti se Dio salva tutti. E che differenza c’è tra coloro che credono subito e coloro che si convertono tardi o magari mai? Essere cristiani non è frutto di un contratto: si pattuisce qualcosa con il datore di lavoro e si percepisce la paga. La parabola mette al centro anzitutto la chiamata, l’insistenza del padrone di casa nel raccogliere più operai possibili a tutte le ore del giorno. In tutte le stagioni della vita c’è la possibilità di incontrarlo e di seguirlo. Non è mai tardi! E non deve farci problema l’uguaglianza della paga perché dovremmo sentirci onorati di essere stati chiamati e di poter spenderci nella vigna del Signore. È una gioia per il cristiano essere a servizio del Regno così come vedere che altri si aggiungono, fosse anche all’ultimo istante della vita. Ma noi a che ora siamo partiti?

Don Livio Tonello, direttore