Vangelo della Domenica - 1 novembre 2026

SOLENNITA DI TUTTI I SANTI

Dal Vangelo di Matteo
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli».

 

Santi subito?
La Chiesa riconosce ufficialmente la santità solo dopo la morte, al vaglio dei miracoli. Eppure, la santità non attende i canoni per esistere: è una realtà già viva nel presente. C’è una beatitudine che si conquista oggi, nel tentativo quotidiano di incarnare il Vangelo e seguire il Maestro.

È la fedeltà che si fa carne nelle scelte, nello stile, nelle opere di ogni giorno.

Non siamo chiamati alla santità come a un dovere da svolgere, ma come a un modo d’essere da vivere. Nella concretezza della vita ordinaria, quando le nostre azioni si conformano al pensiero di Dio, la beatitudine promessa non è un premio futuro: è un’esperienza diretta del Regno dei Cieli.

Una santità immediata perché conformati al pensiero di Dio.

Don Livio Tonello, direttore