Vangelo della Domenica - 1 marzo 2026

II DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO A

Dal Vangelo di Matteo
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia»

Dalla prova al premio
Il cammino quaresimale non è un vagare nel vuoto, ma un’ascesa. Se la prima domenica ci ha visti lottare nel deserto delle tentazioni, la seconda ci porta in cima al monte per respirare l’aria della trasfigurazione. È il passaggio necessario dalla prova alla promessa: Dio non ci chiede di sacrificarci senza motivo, ma ci mostra la meta per darci la forza di camminare. La Trasfigurazione è l’anticipo della nostra stessa sorte. Siamo chiamati a una metamorfosi: non per fuggire dalla nostra umanità, ma per vederla finalmente compiuta, luminosa, guarita. La meta della vita non è la cenere, ma la luce. Siamo invitati a fissare lo sguardo sul Mistero. Non per restare immobili sul monte, ma per scendere a valle con una certezza nel cuore: il male è già stato vinto, e la gloria ci attende.

 

La Trasfigurazione, Raffaello Sanzio (particolare) 1518-1520 ca. Pinacoteca Vaticana - Wikimedia Commons.