Millenari tesori di sapienza

Il dialogo interreligioso riguarda certamente le dottrine, le teologie, le questioni religiose, ma germoglia, fiorisce e porta frutto solo a partire dall’incontro personale. Essendo stato protagonista di un’esperienza straordinaria, nella quale sono stato gomito a gomito per sei giorni con due buddhisti (foto sopra), ecco una breve narrazione di tale avventura dello spirito. Dal 16 al 21 aprile 2026 due monaci thailandesi della scuola buddhista Theravāda (“Via degli anziani”) sono stati i protagonisti di una iniziativa di dialogo e spiritualità intitolata “Meditazione, ascolto e pratiche di pace in tempi incerti”. La proposta è stata organizzata dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Padova (Issr - www.issrdipadova.it) in collaborazione con la sezione italiana del Dialogo Interreligioso Monastico (DIM - www.dimitalia.com) e con il Centro Studi dell’Unione Buddhista Italiana (www.centrostudiubi.it).

Sono stati tre i diversi momenti di tale evento: due conferenze pubbliche a Padova presso l’Issr, un workshop teorico e pratico e un ritiro presso l’Oasi S. Antonio a Camposampiero. I due monaci, il venerabile Neminda e il venerabile Weerasak, hanno condotto la maggior parte dei momenti che hanno visto sempre alternarsi l’approfondimento del messaggio buddhista e della prospettiva cristiana, quest’ultima affidata a più voci: il monaco di Bose, Matteo Nicolini-Zani, la monaca Benedetta Bucchi, il francescano Antonio Bertazzo, Giovanni Foffano della Comunità Mondiale per la Meditazione Cristiana (WCCM) e suor Marzia Ceschia.

I due monaci buddhisti sono docenti presso l’International Buddhist Studies College di Bangkok, realtà universitaria con corsi di specializzazione, fino al dottorato, in meditazione e studi buddhisti. Tale spessore accademico suggerisce come l’approccio a temi spesso banalizzati e molte proposte di basso profilo possano essere dannose e suscitare infondati sospetti e perplessità nei confronti di grandi e millenari tesori di sapienza che possono fare bene alla costruzione di una società pacifica. Il fatto che esista addirittura un dottorato in pratiche meditative comunica che non sono solo delle “tecniche”, ma una vera e propria visione della realtà e del modo di viverla. Significativo che i monaci abbiano ringraziato per tutte le cose che hanno imparato ascoltando e condividendo con i cristiani quei giorni.

Don Giulio Osto