«Mi ami tu?»
La domanda non cerca una risposta a parole, ma un passo avanti.
A voi cari aderenti,
tre volte Gesù rivolge questa domanda a Pietro. Non gli chiede se ha capito la teologia, non gli chiede garanzie di infallibilità, e non gli rinfaccia il recente tradimento. Chiede solo se c'è un legame.
Sant’Antonio, nel suo Sermone per la festa dei Santi Pietro e Paolo, entra nel vivo di questo dialogo con una concretezza spiazzante. Commentando il mandato che segue quella domanda (“Pasci le mie pecore”), il Santo scrive che l'unico modo per rispondere a quel «Mi ami tu?» è mettersi al servizio, farsi carico della vita degli altri con fatti tangibili.
Per Antonio la risposta non è un sentimento astratto, ma un'azione precisa:
«Tre sono le cose necessarie per pascere il gregge: la parola della predicazione, l’esempio della buona condotta e il sostegno dell’aiuto temporale [la carità materiale]. Se manca una di queste cose, il pastore non è tale. Non basta dire “ti amo” con la lingua; l’amore si dimostra nelle opere.»
— Sant'Antonio, Sermoni
Pietro e Paolo non sono diventati colonne della Chiesa perché erano perfetti, ma perché hanno accettato di essere interpellati da questa domanda, traducendola in gesti concreti. L’amore operoso è, infatti, l’unico vero metro di misura.
Affidarsi a questo percorso non significa cercare una consolazione di facciata. Significa trovare la forza di spendersi, giorno per giorno, dentro le fatiche, i bisogni e le gioie della nostra comunità, dove la carità non è un’idea ma un sostegno reale.
Oggi celebriamo la loro festa: che sia l’occasione per chiederci qual è il nostro passo avanti.
✨ Buona festa dei Santi Pietro e Paolo a tutti i nostri aderenti! ✨

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