Vangelo della Domenica - 31 maggio 2026

SANTISSIMA TRINITÀ - SOLENNITÀ - ANNO A

Dal Vangelo di Giovanni
In quel tempo, disse Gesù a Nicodemo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio».

Il dono
Spesso nel dono ricevuto si nasconde un secondo fine. Non è solo segno di riconoscenza, di apprezzamento, di festa, ma anche implicita richiesta di un favore o per risultare graditi. Un regalo può legare e obbliga a ricambiare. Anche Dio ha avuto uno scopo nel donare al mondo suo figlio. Ma è stato un dono solo a vantaggio delle sue creature. Dono d’amore, dono di bene, dono salvifico, dono gratuito. Nessun secondo fine se non quello di portare benefici, di indicare la via della fraternità, di additare la meta finale: la comunione con Dio e la beatitudine eterna. La Trinità non ha “scopo di lucro” ma liberamente si apre a chi crede per condividere la ricchezza della sua realtà divina.

Don Livio Tonello, Direttore

In alto: Guercino, particolare da "L’incredulità di San Tommaso", 1621, Pinacoteca Vaticana