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In Nigeria bombe sui cristiani

Gli attentati del giorno di Natale contro le chiese cristiane in Nigeria riaccendono la paura che gli islamisti puntino a scatenare una guerra civile tra le diverse etnie del paese. Il gruppo islamista Boko Haram, che vuole imporre la sharia in tutta la Nigeria, ha rivendicato tre delle esplosioni che hanno provocato almeno 40 vittime nel paese. Secondo la polizia sarebbero responsabili di almeno altri due attentati.

La chiesa cattolica di Santa Teresa a Mandala, una cittadina a 40 chilometri dalla capitale Abuja, era strapiena per la Messa di Natale quando è esplosa la prima carica. Poche ore dopo altri scoppi sono stati registrati a Jos, cittadina multietnica nel centro del paese, e a Gadaka, nello Stato settentrionale di Yobe. Nel frattempo, un attentatore suicida ha ucciso quattro ufficiali in una caserma nella città nordorientale di Damaturu.

Il Cristianesimo è la fede più diffusa

Il cristianesimo continua a essere la religione piú diffusa al mondo: 2,18 miliardi di persone, pari a circa un terzo della popolazione della Terra, sono infatti classificate «cristiani» in una ricerca del The Pew Forum, conclusasi a metà Dicembre. I cattolici sono il 50,1% dei cristiani, i protestanti il 37%, gli ortodossi il 12%. I musulmani sono circa 1,6 miliardi e rappresentano il 23,4% del totale.

Il papa a Rebibbia: 18 dicembre

Appena Benedetto XVI è entrato nella cappella del carcere di Rebibbia, una bella chiesa moderna dalla splendida porta bronzea, si è capito subito dalla vera e propria ovazione levatasi dai detenuti che l'incontro sarebbe stato importante e per nulla scontato. Come ogni visita di un Papa ai detenuti - sin dalle prime, negli ultimi decenni, compiute da Giovanni XXIII, da Paolo VI e da Giovanni Paolo II - anche questa ha commosso e colpito l’opinione pubblica, con un’attenzione mediatica alta.

 

Nobel per la Pace 2011

Un Premio Nobel per la pace 2011 tutto al  femminile. L'Accademia reale svedese ha assegnato il prestigioso riconoscimento a Ellen Johnson Sirleaf,  72enne presidente della Liberia dal 2005, la prima ad essere eletta democraticamente nel Paese; a Leymah Gbowee, avvocato per i diritti delle donne, 39 anni, anche lei liberiana, a capo di un movimento pacifista che ha contribuito a porre fine alla guerra civile; e alla yemenita Tawakkul Barman, 32enne attivista impegnata per il rispetto dei diritti umani e leader del movimento Women Journalists without Chains. Alle tre donne il premio è stato assegnato «per la battaglia non violenta in favore della sicurezza delle donne e per il diritto delle donne di partecipare in pieno al lavoro di costruzione della pace».