V DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO A
Dal Vangelo di Giovanni
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà».
Di fronte alla morte
Marta va incontro a Gesù; Maria rimane in casa. Modi diversi di affrontare il dolore della morte. Chi si rifugia nella fede, chi rimane nei propri pensieri: tutti cercano consolazione. Per di più, chi crede non si capacita che il Signore non sia intervenuto, come sostiene Marta: «se fossi stato qui...». Eppure la fede ha una consolazione da offrire di fronte alla ineluttabilità della morte. È quel “dopo”, quell’oltre che rimane sullo sfondo nel cammino della vita: per il credente è un traguardo, per il dubbioso è una incognita. Tra le due prospettive, la speranza di un orizzonte di vita oltre la vita getta luce sul presente e orienta i passi. La certezza è data dalle parole stesse di Gesù – «tuo fratello risorgerà» – perché Lui stesso, nostro fratello nelle fede, è risorto e non ha lasciato l’ultima parola alla morte.
Credit immagine: Giotto, Risurrezione di Lazzaro, 1304-1306, Cappella degli Scrovegni, Padova – Wikimedia Commons.

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