Vangelo della Domenica - 11 gennaio 2026

BATTESIMO DEL SIGNORE – FESTA - ANNO A

Dal Vangelo di Matteo
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

L’umiltà del più grande
Giovanni lascia fare. Gesù si immerge nel mondo e accondiscende alla volontà del Padre. Il più grande, Dio, dona suo figlio; Gesù, l’amato del Padre, riceve il battesimo dal Battista; il precursore si schernisce... è una gara di umiltà che emerge dall’atteggiamento del più grande verso l’inferiore. È sempre il Vangelo che rovescia le prospettive e ci pone di fronte a comportamenti inaspettati. L’umiltà non è l’azione del più grande che si protende verso il più piccolo, ma la virtù di chi sa riconoscere la grandezza dell’altro, la sua dignità e la rispetta. Perfino Dio riconosce la dignità delle proprie creature e non si tira indietro quando si tratta di farsi vicino. Perché ci ama più di ogni altra cosa e anche su di noi pone il suo compiacimento. Ma quella voce che scende dal cielo va ascoltata perché l’acqua del battesimo non sia stata per noi solo una profusione di liquido benedetto.

 

Credit immagine: Piero della Francesca, Battesimo di Cristo, particolare, 1448-1450 ca., National Gallery, Londra – Wikimedia Commons.