Ogni mattina, quando a qualche centinaio di metri dalla Basilica di Sant'Antonio la porta dell’Opera “Pane dei Poveri” si apre, c’è sempre qualcuno che attende con discrezione, stringendo fra le mani la speranza di una giornata un po’ più leggera. Le loro parole raccontano molto più di qualsiasi numero.
«Da quando vengo qui, so che almeno il pane sulla tavola non manca – dice Silvio che arriva sempre presto, quasi per non intralciare –. Qualcuno potrebbe dire che pochi pani servono a poco, invece per chi è solo, vive in affitto e non ha che una minima pensione, questo dono significa davvero molto». «Per me questo posto è un sollievo – mormora una mamma con due bambini piccoli – un aiuto che non è solo pane, ma dignità». «Qui mi sento guardato negli occhi, come se la mia storia avesse ancora un posto nel mondo. Lungo la strada non trovo nessuno che scambia una parola con me, ho quasi paura. Qui mi ritrovo tra volti che conosco, e questo vale anche più del pane » confida Graziano.
Sono parole semplici, nate dalla vita quotidiana di chi bussa alla porta dell’Opera “Pane dei Poveri” di via Cappelli. Voci che raccontano fragilità, ma anche gratitudine e fiducia. Ogni giorno, dal lunedì al venerdì, per 240 giornate nel corso del 2025, queste porte si sono aperte per accogliere chi vive un momento difficile, chi non riesce a far fronte alle spese essenziali, chi porta sulle spalle il peso di una famiglia intera.
Accanto alle persone più bisognose ci sono i volontari della nostra Associazione Universale di S. Antonio: Stefano, Mauro e Nicolò che si alternano con discrezione, preparano gli spazi, accolgono, ascoltano, distribuiscono. Con loro le suore Elisabettine: suor Tiziana, suor Leonaldina e suor Annamaria, presenze fedeli e instancabili, che ogni giorno condividono tempo, cura e attenzione. È un servizio fatto di gesti piccoli, ma essenziali: una mano che porge il pane, un sorriso che scalda, una parola che restituisce dignità.
Nel 2025 hanno avuto accesso al servizio 253 famiglie, molte delle quali numerose (un nucleo familiare a volte è composto anche da sette o più componenti). Quelle che si sono rivolte per la prima volta a quest'Opera sono state 50, di cui 25 solo nell’ultimo trimestre, segno di un bisogno che cresce. Gli interventi complessivi sono stati 10.669 distribuzioni di pane fresco (+9,38% rispetto al 2024), pari a 10.484 kg di pane (+12,36%). A questi si aggiungono 1.400 interventi di distribuzione di frutta e verdura, grazie ai 6.400 kg ricevuti tramite ReteSolida e trasportati gratuitamente dalla Cooperativa Sociale “Il Graticolato”: parliamo di prodotti agricoli (mele, kiwi, arance, albicocche, zucchine... ) che non sono spendibili sui mercati perché difformi nelle misure o nel peso con gli standard commerciali o perché in esubero, ma ugualmente gustosi e sani. In media ogni giorno sono stati effettuati circa 50 interventi. Il 21% dei beneficiari è di cittadinanza italiana, a ricordarci che la povertà non ha confini.
Per sostenere tutto questo l’Opera ha impiegato 98.400 euro, comprendendo il costo del pane, del personale e della struttura. Ma nessuna cifra basta a raccontare ciò che accade davvero: dietro ogni numero c’è un volto, una storia, una fatica, un frammento di speranza. «L’Opera “Pane dei Poveri” è l'attività più longeva e più significativa dell'Associazione» afferma il Presidente don Livio Tonello. «Dal 1887 rappresenta un segno concreto di vicinanza ai più fragili, un gesto quotidiano che parla di carità, di attenzione e di rispetto. Ogni persona che entra qui porta con sé una storia unica, e noi desideriamo accoglierla con la stessa cura con cui si accoglie un fratello e una sorella. Desidero ringraziare di cuore tutti coloro che, con generosità e costanza, rendono possibile questo servizio. Il vostro sostegno è fondamentale. Vi chiedo di continuare a camminare con noi, perché il bisogno cresce e insieme possiamo continuare a fare del bene».
A tutti i benefattori, amici, aziende e realtà che ci hanno sostenuto va il nostro grazie più sincero. Avete reso possibile un bene che non si misura solo in chili di pane, ma in dignità restituita, in relazioni create, in speranza riaccesa.
Il cammino non si ferma. Il bisogno aumenta, e con esso la responsabilità di non lasciare indietro nessuno. Per questo vi chiediamo di continuare a sostenerci seguendo le indicazioni sopra riportate o cliccando su una delle immagini; insieme possiamo continuare a essere pane per chi ha fame, presenza per chi è solo, luce per chi – in un particolare momento della sua vita – si trova a vivere nel buio della difficoltà.
Michele Nicolè

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