Donna, ecco i tuoi figli

La solennità dell’Assunzione, che celebriamo il 15 di agosto, ci presenta Maria come la nuova Eva, ovvero come la nuova Madre di tutti i viventi, rivestita di luce abbagliante. La preghiera di ringraziamento che il prete innalza a Dio, a nome di tutta l’assemblea raccolta per l’Eucaristia, nella festa dell’Assunzione di Maria al cielo, ha queste dolcissime parole: «Tu, Padre santo, non hai voluto che conoscesse la corruzione del sepolcro colei che ha generato il Signore della vita».

C’è stato un tempo nel quale tra il corpo di Maria e il corpo di Gesú che andava formandosi nel suo grembo c’era una continuità indivisibile. E come il Padre ha preservato dalla corruzione il corpo di Gesú, allo stesso modo ha protetto il corpo della madre. L’Assunzione di Maria va compresa, dunque, alla luce della sua unione personale con Gesú, corporale e spirituale insieme. Il rapporto di Maria con Gesú, durante i trenta anni di vita familiare a Nazaret, furono sereni, nonostante l’episodio che si verificò quando egli aveva dodici anni: durante un pellegrinaggio al Tempio, e dopo il rito di iniziazione che lo rendeva “figlio della legge”, all’insaputa di Maria e Giuseppe rimase per tre giorni a discutere con i sapienti della città santa.

Ma, rientrati a Nazaret, egli era sottomesso a Maria e Giuseppe. Durante il ministero di Gesú vi furono tensioni tra lui e il clan familiare, a causa del suo insegnamento e dei problemi che esso provocava con le autorità religiose. Tensioni che coinvolsero anche Maria: la troviamo con i familiari a Cafarnao per riportare a casa Gesú, che ritenevano “fuori di sé”. Eccetto che per l’episodio delle nozze di Cana, nei vangeli non è piú nominata per tutto il resto dell’attività pubblica di Gesú. Ma l’evangelista Giovanni narra della presenza di Maria ai piedi della croce.

Nei vangeli c’è un’immagine per dire il suo immenso dolore, ed è sulle labbra di un vecchio, Simeone, che accoglie Gesú neonato al tempio per la circoncisione: «Anche a te una spada trafiggerà l’anima». Chiunque abbia cuore verrà aiutato a comprendere, quanto è possibile, un dolore cosí grande, davanti al quale c’è solo da chinare il capo in silenzio. Una considerazione va fatta, se si vuol capire il senso profondo di questa tragedia. Gesú è là, sulla croce, non per uno sciagurato caso, ma perché non ha indietreggiato davanti all’inimicizia e alle minacce, perché è stato fedele a una missione che egli viveva con tutta l’anima: tradirla sarebbe stato molto peggio che morire.

Se è vero che Gesú è là per colpa di chi si è assunto la terribile responsabilità di toglierlo di mezzo, è altrettanto vero che egli si trova là per le scelte che ha compiuto in piena libertà, per il suo desiderio e la sua volontà di fedeltà verso Dio, il Padre, amato con tutto il cuore, la mente e l’anima, e per il bene della gente, amata fino alla dedizione totale. Per questo Maria, pur colpita dalla spada che le trapassa l’anima, non può e non vuole ribellarsi.

Accetta che suo figlio compia il suo cammino, e lo condivide come madre. Vista dall’esterno la morte di Gesú è un assassinio; vista come esito della missione è una morte per amore; vista dal di dentro dell’anima di Gesú è una morte di amore, perché là un cuore umano è giunto a sfociare nell’infinito Amore. Questo ha accettato la madre, che il cammino del figlio avesse come meta una morte per pienezza di amore.

Rimane un’ultima considerazione. Se Gesú avesse detto solo a Giovanni: «Ecco tua madre», si sarebbe trattato della premura di un figlio verso la mamma, già vedova, che rimane sola. Ma Gesú ha detto anche: «Donna, ecco tuo figlio». La solennità del titolo “Donna”, che richiama le prime righe della Scrittura e la figura di Eva, la madre di tutti i viventi, illumina Maria di una luce abbagliante. E in quel momento colei che era la mamma di Gesú è diventata la madre del Salvatore, e dunque la madre dei discepoli di suo figlio.

Ora comprendiamo meglio il senso dell’Assunzione di Maria. Cosí era giusto che fosse, cosí Dio ha fatto!

 

don Chino Biscontin