Predisposti all'altro?

Forse qualche volta ci siamo chiesti se l’uomo sia fondamentalmente buono o cattivo.

Dalle molte brutte notizie che arrivano da tutto il mondo un dubbio ci viene. Eppure la scienza ci dice che è riscontrabile nell’essere umano una struttura neurologica aperta alle relazioni e all’empatia. Con la scoperta dei «neuroni specchio» si può rinvenire una predisposizione biologica alla socialità e all'altruismo nella nostra stessa struttura cerebrale. L’uomo è un animale eminentemente sociale la cui vita dipende dalla capacità di capire cosa fanno gli altri, comprendendone le intenzioni e interpretandone i sentimenti. Senza questa capacità gli esseri umani non riuscirebbero a interagire gli uni con gli altri, né tanto meno a creare forme di convivenza sociale.

L'essere umano possiede ulteriori elementi che gli consentono di comprendere l'altro, come la riflessione, il ragionamento, gli affetti. Vedere, per esempio, la persona amata in una situazione di sofferenza porta a provare i medesimi sentimenti.

L'essere umano, dunque, non soltanto può comprendere molto bene i sentimenti, le intenzioni e le azioni degli altri, ma soprattutto è interessato a loro, condivide il loro vissuto affettivo. La struttura stessa del suo cervello sembra predisporlo a uscire da sé stesso per incontrare l’altro.

Don Livio Tonello, direttore