Vivere di speranza

«La speranza non ha niente a che vedere con l’ottimismo. La speranza non è la convinzione che ciò che stiamo facendo avrà successo. La speranza è la certezza che ciò che stiamo facendo ha un significato. Che abbia successo o meno

(Václav Havel)

Il politico, saggista e poeta cecoslovacco Havel con queste parole descrive la speranza. E ci conforta sapere che non è semplice ottimismo, aspettativa fiduciosa che si realizzi ciò che desideriamo. Sarebbe una attesa illusoria e alla fin fine anche deludente se non giungesse a compimento. Il contadino sparge il seme nella speranza del raccolto. Non ne ha la certezza ma se non semina sicuramente non raccoglierà. L’atto del coltivare ha per lui un grande significato ed è per questo che non desiste dalla sua opera. L’inquietudine non sta nel valore del suo gesto ma casomai nella certezza del risultato.

Nelle attività caritative della Associazione non siamo preoccupati del risultato, se ciò che facciamo andrà sicuramente a buon fine e avrà un seguito. Certo, prendiamo tutte le precauzioni per ottenere degli esiti buoni e aiutare realmente le persone. Ma alla base delle opere di carità sta il pensiero che quel gesto, quell’intervento, quella vicinanza abbiano un valore per chi è nel bisogno. E il valore è dato dalla persona e dalla motivazione che lo accompagna, nella convinzione che la carità è l’anima della fede, la rende viva. Senza l’amore la fede è morta” (S. Antonio).

 

Don Livio Tonello, direttore

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