Lo sento mio!

Molti progetti caritativi sono finanziati da fondi europei e nazionali: agli enti territoriali arrivano contributi per realizzare opere a vantaggio della collettività e per far fronte alle necessità sociali. I benefici sono evidenti, ma nascondono un rischio: pensare che i problemi si risolvano solo grazie all’intervento delle istituzioni.

Agendo così, si corre il rischio che ciò che viene realizzato non sia sentito come proprio; non lo si percepisce come un bene che ci appartiene, proprio perché frutto di un processo senza un nostro contributo diretto. Al contrario, quando ci si mette del proprio ci si sente più responsabili: aumenta la soddisfazione e cresce il desiderio di prendersi cura del bene comune. Trovare le cose già pronte non stimola la responsabilità, non educa alla partecipazione e rischia di alimentare l’indifferenza. Tanto, si pensa, “c’è sempre lo Stato…”

È fondamentale, invece, che il cittadino si senta partecipe delle problematiche del proprio territorio e vi contribuisca attivamente. Questa riflessione è pertinente anche per le opere realizzate dall’Associazione Universale di S. Antonio. È solo attraverso il contributo di tutti, infatti, che prendono vita i progetti a favore delle persone più fragili e povere.

Il pane che i volontari distribuiscono ogni giorno in sede, ormai da 140 anni, è anche tuo! Perché, come ricorda un proverbio africano: “Non è la mano che dona, ma il cuore”.

Don Livio Tonello, direttore

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Anche con il tuo aiuto il miracolo quotidiano del dono del pane ai poveri della città di Sant'Antonio, continua!