Il monastero che cura il cuore dei giovani

È un vero e proprio castello del tardo medioevo che affaccia su un'immensa vallata. Vi arrivano tutti coloro che hanno bisogno di silenzio e si interrogano sul senso della vita. Siamo nel Monastero delle Clarisse Eremite a Fara in Sabina (Rieti): qui è possibile vivere un tempo di ascolto, condividere la preghiera e la celebrazione eucaristica con la comunità monastica, fare un tuffo nel passato attraverso la visita guidata al Monastero antico e al Museo del Silenzio.

«La nostra comunità – spiega suor Marcella Scarciglia – vive un connubio di silenzio, preghiera e Sacra Scrittura, servizio». Attualmente sono 8 le religiose, «tutte tra i 38 anni e i 67, più la decana di 93 anni». Il lavoro è intenso: la manutenzione degli spazi, poi sartoria, cucina, lavanderia, falegnameria, biblioteca, produzione artigianale di marmellate e biscotti, rosari, cordini per la preghiera del cuore, oggetti in legno pirografati, miele e tanto altro.

Tutto nasce dal desiderio di suor Maria Francesca Farnese nel 1600: fondare 5 Monasteri, nel silenzio rigoroso, dedicati alle 5 piaghe di Gesù. Il sogno si realizza con il cardinale Francesco Barberini che porterà la comunità tra le mura della “Santa solitudine” nel 1673. Ad abitarlo sono “Marte” e “Marie”. «Entrambe nel silenzio della clausura – spiega suor Marcella – offrivano le prime la propria consacrazione per svolgere i lavori necessari, le Marie invece la preghiera quotidiana e la contemplazione di Dio per la salvezza del mondo». Madre Beatrice Mistretta dal 1963 al 1996 trasforma il Monastero e lo dota di una foresteria che arriva a 80 posti letto. «Tante sono le persone che bussano alla nostra porta alla ricerca del senso profondo della vita» confida suor Marcella. «Tanti sono i perché che ci affidano: perché il male, la sofferenza, le ingiustizie... Consegnano, in maniera sempre più preponderante, tutte le ferite affettive di un mondo relazionale attuale davvero complesso: tra genitori e figli, silenzi che uccidono, la fatica della vita di coppia, la difficoltà della fedeltà e del perdono, il non credere più nel “per sempre”, nella bellezza dell'Amore. E, sempre più pressante, una modalità di vivere la propria sessualità secondo il trend dell'“usa e getta”, e tante difficoltà e sofferenze legate al vivere e accogliere la propria identità di genere. Tanta confusione, ma anche immenso il desiderio di Verità!».

Ad arrivare sono soprattutto giovani. «Emerge sempre più fortemente una fragilità emotiva e un analfabetismo affettivo che accende nei cuori una sete di risposte, confronto, cammini guidati».

Suor Marcella Scarciglia e suor Barbara Scuglia hanno per questo intrapreso percorsi di formazione specifici: dal Master di accompagnamento vocazionale del SOG ad Assisi, a quello di accompagnamento giovanile e relazionale a Loreto, al corso di coaching religioso. «È indispensabile essere formati, soprattutto sulle tematiche che riguardano l'affettività: è il cuore della loro vita, il motore di ciò che scelgono e vivono, la principale causa delle ferite profonde, sofferenze e fatiche».

monastero fara in sabina
Nelle foto: arroccato sul monte Buzio, a pochi passi dalla vecchia città di Fara in Sabina (RI), sorge il Monastero delle Clarisse Eremite. Sopra: suor Marcella (a sinistra) e suor Barbara, in preparazione di un incontro di accompagnamento giovanile

Il progetto nasce sui banchi del Master di Loreto. «Il desiderio era quello di creare dei luoghi di scambio, formazione per tutti gli adulti che hanno a cuore l'accompagnamento dei giovani». Iniziano così una serie di incontri periodici nel monastero per creare rete, mettere a disposizione le proprie competenze ed esperienze per ritornare nel mondo in modo sempre più consapevole e appassionato, a servizio dei giovani. «C'è una cosa che accade sempre: i giovani che incontro – ci confida suor Marcella – arrivano con un volto, uno sguardo tirato, scettico, a volte provocatorio. Quando vanno via è accaduto il miracolo dello sguardo: il loro viso è trasformato, il volto splendente, lo sguardo brilla di una luce nuova! È la firma inconfondibile del passaggio di Dio! Hanno sete di radicalità, verità, autenticità! Desiderano avere accanto a loro degli adulti significativi e veri, adulti che da quei sentieri stretti che loro stanno vivendo nel diventare gli uomini e le donne di domani sono già passati, e che gli testimoniano che l'amore bello è ancora possibile!».

«Possiamo accompagnare qualcuno solo dove siamo già stati. Se l'Amore lo hai sperimentato sulla tua pelle, se ti sei sentito prezioso, amato, benedetto da Dio, se hai sperimentato cosa voglia dire rischiare di bruciare il valore della tua vita in tante stupidaggini, se avrai avuto il coraggio di sostare commosso e grato in ginocchio davanti a quel Dio crocifisso per te: non c'è niente da fare, ne hai addosso il profumo, ne hai stampata sulla pelle la bellezza, sul tuo volto i segni della fatica e delle ferite, e i tuoi occhi brillano di una luce che ha radici lontane e profonde e tutto, tutto di te racconterà ai giovani la bellezza dell'Amore... e il solo camminarti accanto gli farà venir voglia di incontrare l’Amore che avranno scorto in te».

Laura Galimberti