Sono laici, single o sposati, con bambini o senza. Si incontrano una volta al mese. Al centro c’è l’ascolto della Scrittura, spiegata da un gesuita. Poi un tempo di risonanza personale e di condivisione. Un cammino che nasce dalla percezione di una sete profonda e di un desiderio: la relazione con la Parola. Hanno in comune anche la scelta di un servizio e ogni anno l’esperienza degli Esercizi Spirituali, per “imparare a cercare e trovare Dio in tutte le cose”.
Sono le Comunità di Vita Cristiana (CVX), presenti in 62 Paesi del mondo. Circa 42 quelle esistenti in Italia, da Cuneo a Palermo, piccole realtà locali dove si condivide la vita, si prega e si discerne insieme. Unica la missione: tradurre la fede in scelte concrete a servizio del prossimo, dalla solidarietà sociale all'impegno professionale. L’appartenenza alla CVX si esprime attraverso l’inserimento in una comunità locale liberamente scelta, che aiuta a far crescere una profonda condivisione della vita e della fede, una comune maniera di vivere e un comune impegno.
«Dal 1563 – spiega Romolo Guasco, presidente delle CVX in Italia – i gesuiti accolsero subito dei laici a collaborare nella missione. Così si è formata la prima comunità nella Chiesa di Sant’Ignazio a Roma. Nella vita siamo continuamente sottoposti a stress, emozioni, scelte. Sperimentiamo consolazioni e desolazioni. Vivendo gli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio di Loyola impariamo un metodo prezioso: a riconoscerle e nella desolazione a non prendere decisioni sbagliate. Viviamo un percorso personale, scorgiamo la volontà del Signore nella nostra vita, offriamo i nostri talenti, operiamo scelte, capiamo come servire Dio e i poveri».
«Si tratta di una spiritualità dell’incarnazione: educa a cercare e trovare Dio in primis nella propria storia, poi nella vita della propria città, lì dove la vita vera si svolge» aggiunge Paola Schipani della CVX di Reggio Calabria. «Una spiritualità di strada, di cammino non certo di sacrestia».
A Reggio Calabria a esempio diversi sono impegnati nell’animazione di strada in zone periferiche della città. Offrono servizi di assistenza agli extracomunitari, consulenza legale e servizio in carcere. «L’apostolato nasce sempre come risposta concreta alle urgenze che vediamo intorno a noi» sottolinea Paola. «Nel 2004 abbiamo percepito la richiesta del carcere di Reggio. Abbiamo avviato un discernimento comunitario, valutato le forze e avviato una risposta».
A l’Aquila la CVX ha assunto come servizio la gestione del convento di S. Maria delle Grazie a Calascio, dagli anni ‘60 della Compagnia di Gesù. «Abbiamo voluto che questo luogo proseguisse la sua missione: offrire tempi e spazi immersi nella natura per la meditazione e gli Esercizi Spirituali, in particolare per i giovani» spiega Raffaella Lepore.
Le CVX di Roma sostengono la gestione della mensa popolare del Caravita, avviata nell’aprile del 2017 da p. Massimo Nevola e da un gruppo di docenti e alunni del liceo Visconti. Il servizio, che si svolgeva solo il sabato, da tre anni si effettua tutti i giorni feriali e si è ampliato alla distribuzione vestiti e al centro di ascolto.
Le Comunità collaborano inoltre con il Centro Astalli a Roma, Palermo e Trento e con l’associazione S. Marcellino a Genova, dove supportano anche il Centro Iñigo. Tante le collaborazioni locali nei centri di pastorale delle diverse diocesi. A Cagliari continua il servizio al “Pozzo di Sichar”, centro di Spiritualità sorto alla metà degli anni ottanta.
La grave situazione della popolazione palestinese ha portato a gennaio la CVX Italia ad attivarsi per accogliere per 8 giorni 32 giovani provenienti dalla Cisgiordania a Roma, con i 2 parroci del Patriarcato Latino di Gerusalemme. «Una rete di solidarietà» spiega p. Massimo Nevola, assistente nazionale «culminata nell’incontro con il Papa, per donare ai ragazzi la certezza di non essere soli nel sognare un futuro migliore». Il Vangelo, attraverso il carisma ignaziano, si declina così nell’attualità, lì dove i cristiani vivono.
Nuove comunità sono nate di recente a Bologna. «Venivamo da percorsi per giovani promossi sempre dai gesuiti. Dopo il matrimonio, con l’arrivo dei bambini, per molti di noi è stato naturale proseguire in questa esperienza» racconta Lorenza.
Chi desidera far parte della Comunità viene introdotto allo stile di vita per un periodo di tempo che consenta alla persona e alla comunità di discernere l’autenticità della chiamata. Ai più giovani si offre l’esperienza della Lega Missionaria Studenti, movimento giovanile ignaziano dal 2010 “sezione missionaria della CVX”, che opera attraverso gemellaggi e campi estivi in Romania, Perù, Cuba e Kenya, localmente in contesti di disagio sociale e coopera con il Centro Astalli, il Jesuit Refugee Service, il Jesuit European Volunteers.
Foto sopra: la Comunità di Vita Cristiana di Bologna, una delle ultime sorte in Italia; altre CVX sono a Bergamo, Biella, Chieri, Cuneo, Genova, Milano, Torino, Bassano del Grappa, Bologna, Padova, Parma, Roma, Trento, Trieste, Udine, Cagliari, Ferrara, l’Aquila, Pescara, Caserta, Grottaglie, Grumo Nevano-NA, Lecce, Napoli, Sant’Arpino CE, Villa di Briano CE, Palermo, Reggio Calabria.
Laura Galimberti

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