Vangelo della Domenica - 19 aprile 2026

III DOMENICA DI PASQUA - ANNO A

Dal Vangelo di Luca
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute...

Noi speravamo...
Quante volte è uscita dalle nostre labbra questa espressione o magari solo pensata. Anche ai due discepoli di Emmaus è venuto spontaneo esprimere la delusione patita perché altre erano le aspettative. Ci viene da ripeterlo oggi di fronte alle tragedie presenti nel mondo. Quanto vorremmo che la nostra fede, le nostre preghiere, la nostra fedeltà si traducessero in soluzioni e risultati concreti... Eppure il Risorto cammina con noi, ci accompagna, ascolta i nostri sfoghi sconsolati, accoglie l’amarezza e la delusione che abitano i nostri cuori. Aver fatto Pasqua significa che non possiamo fermarci con il volto triste, ma proseguire il cammino e credere, per recuperare la speranza perduta.