A Roma si confondono tra i “sanpietrini” – i caratteristici blocchetti di pietra lavica usati per la pavimentazione –, ma agli occhi dei più attenti risaltano e sono pronti a regalare qualcosa di prezioso. Sono i nuovi bessali, eleganti placche metalliche in bronzo, sul modello degli antichi mattoni romani. Misurano circa 20 cm per 20 e sono stati realizzati con l’antico processo della fusione a cera persa. Recano modellato sopra il nome del luogo in cui si trovano e un QRcode. Sono 20 in tutto, accompagnano turisti, passanti, pellegrini lungo i cosiddetti “itinerari ignaziani” al centro di Roma.
Messi in posa a marzo del 2025 offrono la possibilità di effettuare tre pellegrinaggi principali alla scoperta di Sant’Ignazio di Loyola, che visse a Roma per 19 anni e, oltre a fondarvi la Compagnia di Gesù con i primi Padri fondatori, vi realizzò alcune opere particolarmente importanti. Coprono complessivamente un itinerario di 4 Km nella versione breve e 37 in quella più lunga e possono essere scorporati in otto diversi itinerari tematici: le case, la predicazione nelle strade e nelle chiese, le opere pie, i luoghi della formazione, i sacramenti, il culto e la preghiera, il Papa e la Chiesa. Così nei percorsi ricchi di cultura, preghiera e meditazione personale si possono visitare le case di sant’Ignazio, le strade dove ha predicato, le opere pie fondate e i luoghi in cui ha ricevuto intuizioni dallo Spirito. Si raggiungono anche tre basiliche papali, diverse chiese e alcune delle magnifiche architetture barocche gesuitiche.
È un invito a rimettersi in cammino per assaporare la spiritualità di questi luoghi, accompagnati da un pellegrino di Speranza come Sant’Ignazio di Loyola. «L’idea del progetto nasce nel 2020 – spiega Francesca Giani, coordinatrice di Itinerari Ignaziani e membro del comitato scientifico – in prossimità del cinquecentenario della conversione di Ignazio, quando ci siamo resi conto che i primi luoghi ignaziani di Roma, intimi e collegati alla persona stessa di Ignazio, erano particolarmente preziosi e allo stesso tempo poco conosciuti. Come scrive il Padre Generale Arturo Sosa SJ nella prefazione alla guida, pensiamo alla Compagnia di Gesù legandola alle meravigliose architetture barocche, ma non siamo consapevoli del modo di vivere di Ignazio, in spazi semplici, addirittura reietti, in case romane, in affitto.
Inoltre ascoltare le storie negli stessi luoghi dove sono avvenute si collega al metodo della composizione di luogo propria degli Esercizi Spirituali. Con la produzione del sito, dell’ebook e degli altri strumenti abbiamo reso fruibili le preziose ricerche storiche unendo contenuti spirituali e ordinando i vari luoghi in itinerari facilmente realizzabili sui passi di sant’Ignazio». «Il nostro desiderio – aggiunge la Giani – è di attivare un processo di valorizzazione permanente dei luoghi romani e, se sarà possibile, estendere successivamente il progetto anche ai luoghi ignaziani del Veneto e di altre parti d’Italia seguendo i cammini percorsi dal Santo».
«Non è una semplice passeggiata tra le strade di Roma, ma un invito a fermarsi, gustare e lasciarsi scuotere dalle vicissitudini dei primi padri, lì dove sono accadute, ripercorrendo i passi, le decisioni, i momenti difficili, le svolte e i sogni che hanno dato vita alla Compagnia di Gesù» racconta Daniele, 40 anni, operatore della parrocchia San Francesco Saverio a Garbatella, impegnato nel gruppo giovani coppie. «Rivivere attraverso i luoghi il modo in cui i primi compagni hanno vissuto l’obbedienza alla Chiesa, la povertà, la libertà, il servizio, il discernimento, la comunione e l’amicizia tra loro, ha spesso suscitato in me, e credo in molti altri partecipanti, il desiderio di rinvigorire o dare nuovo slancio al cammino nell’itinerario più determinante, quello della propria vita». «Un momento molto forte di cui sono davvero grata» racconta suor Anna Maria, statunitense di passaggio a Roma, che ha usufruito dell’itinerario per conto della Congregazione.
Il progetto, inaugurato il 22 maggio 2025, introduce due sistemi di raccolta di credenziali: digitali con la georeferenziazione e artistiche attraverso la tecnica del frottage: passando un pastello a cera, matita o carboncino su un foglio di carta posto sopra il bessale e trasferendo così la texture sottostante sul foglio. In questo i pellegrini possono replicare su un album, scaricabile dal sito, il bassorilievo dei bessali, creando una credenziale unica e personalizzata che documenta il proprio pellegrinaggio.
Laura Galimberti


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