Vangelo della Domenica - 15 Febbraio 2026

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

Dal Vangelo di Marco
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.

Fratelli, coltelli?
Quanto sono attuali queste parole di Gesù. Sembrano scritte proprio per questo nostro tempo nel quale di conflitti, guerre, femminicidi, accoltellamenti si parla ogni giorno e che rimangono come un sottofondo nelle nostre giornate. Fa impressione sentire che ragazzi sempre più giovani girano con il coltello, lo usano a scuola per intimorire o addirittura colpire i propri coetanei... Sembra riecheggiare il detto fratelli-coltelli di antica memoria che fotografa la difficile convivenza con i propri simili, perfino con i propri cari. Gesù affina l’attenzione verso uno stile di fraternità attento anche al linguaggio e ai giudizi. Nella festa della lingua benedetta di S. Antonio, ritrovata incorrotta dopo molti anni, siamo invitati a rendere vivo questo vangelo e ad essere cauti nell’uso delle parole senza sentirci a posto perché sicuramente non abbiamo ucciso nessuno. Perché sappiamo che le parole feriscono più della spada.