Quando il natale sapeva di pane

Cosa abbiano fatto della festa di un tempo?

di Pierluigi Menato

   Un pungente profumo come di legna che crepita nel vecchio camino della signora Lucia si sente nell’aria in questi giorni. Profumo antico di irripetibili sensazioni , sapore di casa e di cose fatte di poco o di nulla. E’ la magia del Natale di ieri, con quell’atmosfera di pace e di cielo che si consumava sui banchi di una chiesa e al tepore di un interno di famiglia, popolata di parenti e amici e straripante di bimbi.

   C’era una volta questo Natale. Tutto allora, per la gente, aveva un significato diverso e più profondo. Cominciava con la prima domenica d’Avvento, e per quattro settimane era una attesa preparatoria dell’evento: in chiesa per la pulizia dell’anima, e in casa a ricreare il fascino del presepio, intuizione felice della genialità di Francesco d’Assisi, poeta e menestrello di Dio. Poi la Notte Santa e il rinnovarsi ogni anno della “fiaba divina” della nascita umana del Figlio di Dio, che è la più grande verità della storia, il significato di ogni storia.

Scarica il PDF per leggere l'intero articolo