Preghiera e caritÃ
L’antica chiesa di Santa Maria a Monterotondo, luogo ideale di orazione e di raccoglimento, fu scelta nel 1448 dai Francescani come loro dimora, diffondendovi la devozione al Taumaturgo.
di Ivano Cavallaro
Monterotondo, in provincia di Roma, è stato un piccolo feudo-giardino della nobile famiglia romana degli Orsini, che la governò dai tempi di san Francesco alle soglie del 1630: quando, un po’ in tutta Italia, “riesplose” la devozione a sant’Antonio di Padova, visto soprattutto come il Santo dei miracoli, sia in coincidenza con il quarto centenario della sua morte sia come “risposta orante” ad una delle più gravi pestilenze che hanno travagliato il nostro Paese, soprattutto al Nord: quella, di manzoniana memoria, ricordate anche dagli ultimi capitoli de “I Promessi Sposi”.
Ma, trovandosi Monterotondo in quegli anni lontanissimi in aperta campagna e senza evidenti legami viari con Roma, ebbe nell’antica chiesa detta di Santa Maria una sorta di romitorio che poteva ricordare san Francesco sul monte della Verna o anche sant’Antonio nei suoi ritiri prima di Montepaolo di Romagna e poi (giunto nel Veneto nel 1227) di Angarano di Bassano, di Camurà e soprattutto di Camposampiero.
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