L'Arca del Santo
Oggi l’Arca di sant’Antonio (foto a sinistra) si trova in una bellissima cappella, a sinistra di chi entra dalla porta centrale, verso il presbiterio. La cappella, un tempo, era di stile gotico, con colonne di marmo rosso, che attualmente si trovano nel porticato dell’antica chiesa di Santa Maria dei Servi. Ma tra il ‘400 e il ‘ 500 venne rinnovata e prese l’aspetto attuale: sulla facciata, cinque archi, sorretti da quattro colonne in marmo e due pilastri con la scritta (in alto): DIVO ANTONIO CONFESSORI SACRVM-RP.PA.PO.», cioè: Questo sacello, sacro a sant’Antonio confessore. la repubblica padovana pose. Sulla sommità cinque statue, a ricordo dei cinque santi piú cari ai padovani: Giustina, Giovanni Battista, Antonio, Prosdocimo (primo Vescovo di Padova), Daniele.
I rilievi marmorei
Prima di parlare dell’altare, splendida costruzione di Tiziano Aspetti (1594 c.) e dell’Arca che contiene le spoglie mortali del santo, è opportuno presentare un rapido cenno dei nove rilievi in marmo che adornano le pareti e celebrano soprattutto i fatti piú salienti della vita di sant’Antonio, chiamato ovunque il Taumaturgo. Iniziando da sinistra, notiamo gli episodi seguenti: l) Antonio veste l’abito francescano - 2) Converte un omicida - 3) Risuscita un giovane defunto - 4) Risuscita una ragazza annegata - 5) Risuscita un bambino annegato (foto nella pagina seguente) - 6) Episodio dell’usuraio e del suo cuore - 7) Antonio guarisce un giovane feritosi a un piede - 8) Episodio del bicchiere, che, gettato a terra, non si rompe - 9) Antonio fa parlare un fanciullino a difesa della madre. A tali opere in marmo hanno lavorato celebri scultori, fra i quali ricordiamo Iacopo Sansovino (n° 4), Tullio Lombardo (n’ 6 e 7), Antonio Lombardo (n° 9).
Al centro del soffitto della cappella si legge: Gaude, felix Padua, quae thesaurum possides, cioè «Godi, o Padova felice, che possiedi un tesoro». In fondo alla parete, una frase evangelica: Venite ad me omnes etc.: «Venite a me. voi tutti che siete affaticati e stanchi». È senz’altro un’espressione altamente significativa, poiché chiunque si avvicini anche una volta sola all’ Arca di sant’ Antonio e vi noti la grande pietà con la quale i devoti toccano il marmo che racchiude le sue spoglie mortali, può notare come siano soprattutto persone afflitte da calamità proprie o familiari ad avvicinarsi all’Urna del Santo e a chiedere la sua sicura intercessione presso la misericordia infinita di Dio.
