Il trionfo della bellezza

Il 2 ottobre la liturgia ricorda la festa degli Angeli Custodi, che sono i messaggeri di Dio, segni del divino, dellʼeterno, dellʼinfinito che noi incrociamo e spesso non avvertiamo, distratti come siamo.

di Anna Boscolo Artmann

In questo nostro turbinoso tempo che sembra accanirsi nell’inquinare certezze, serenità, offrendoci squarci di violenze, di squallore morale, si coglie quasi un piacevole fremito, un fruscío di ali a rincuorarci, a ridarci speranza e gioia di vivere: sono i volti, le visioni dell’invisibile, le creature del soprannaturale che vegliano su di noi e si fanno compagni di viaggio.
Interessanti mostre di consacrato e notevole successo, come quelle del Guariento a Padova, di Melozzo a Forlí e del Ghirlandaio a Scandicci, hanno riproposto temi di iconografia sacra, icone di luminosa bellezza rifertite anche agli Angeli incantatori che ci stregano, catturando in toto, anema e core - la nostra attenzione, suscitando intense emozioni. Con toccanti accenti poetici, ispirati al “suo” Angelo Custode,
si esprime in una delicata lirica un poeta: Raggio intenso di profondo colore / immergi i miei occhi in un momento nuovo, / dissolvi la febbre dell’anima fragile / avvicinati dolcemente al mio fianco, / accorda la mia mente perché possa / ascoltare la purezza dei tuoi pensieri.

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