Il Messia è tra noi. Riusciamo a vederlo?

Gesù, il tanto atteso, non è uno qualunque: è il figlio di Dio. Ma la sua grandezza non si manifesta come Giovanni si sarebbe aspettato; la sua potenza non si rivela nelle grandi opere.
di Carlo Broccardo
Cominciamo il 2012 con il Vangelo del battesimo di Gesù al fiume Giordano. Ed è proprio un inizio efficace, con cui l’evangelista Marco (che ci accompagnerà quasi sempre quest’anno) mette subito in chiaro come dobbiamo ascoltare il Vangelo domenica dopo domenica, giorno dopo giorno. Ma non dobbiamo saltare subito alle conclusioni; cominciamo a leggere questo brano dall’inizio.
Il primo personaggio che ci viene incontro è Giovanni Battista; su di lui abbiamo già visto qualcosa nel numero di dicembre 2008. Riassumendo, Giovanni era un grande predicatore: annunciava un battesimo per la remissione dei peccati, in un luogo non ben identificato della Giudea (la regione a Sud, vicinoa Gerusalemme), lungo il fiume Giordano. E «accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano» (Mc1,6).
Perché Giovanni invitava la gente a convertirsi e farsi battezzare? Lo dice lui stesso, nelle parole con cui inizia il brano di oggi: perché era convinto che ormai il Messia, il salvatore tanto atteso dal popolo di Israele, fosse vicino, alle porte; e se egli sta per arrivare, dice Giovanni, bisogna prepararsi, bisogna purificarsi dai peccati per essere pronti all’incontro.
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