Il meraviglioso pulpito
La struttura, che devoti e visitatori raramente degnano di uno sguardo, è un eccellente esempio di scultura gotica, colma di poesia, ricca di storia. Fu prodotta da Antonio de' Santi.
di Alfredo Pescante
“Nelle chiese, dopo l’altare dei divini misteri, il luogo piú importante sempre si riguardò quello donde si bandisce la divina parola. Per il vescovo è la cattedra, donde la parola cattedrale. La si scorge già nelle catacombe e nelle absidi delle antiche basiliche, elevata sopra vari gradini, ornata in marmi preziosi e anche in avorio, come quella a Ravenna. Oltre alla cattedra, nelle chiese parrocchiali e regolari o anche nelle cattedrali per i predicatori è eretto un pulpito detto anche ambone o palco". Cosí padre Girolamo Granic, nel 1912, quando descrive il pulpito della basilica del Santo, cui aveva offerto un contributo storico-artistico anche don Antonio Locatelli, dalle pagine de “Il Santodei miracoli”, nell’agosto del 1895, quando ne fu completato il restauro.
La struttura, che devoti e visitatori non degnano d’uno sguardo, è un eccellente esempio di scultura gotica, gioiosa, colma di poesia, ricca di storia, che deve la sua salvezza alla città di Padova, che vietò due volte l’intervento dello scavo del pilastro cui era addossata e la seconda ai presidenti dell’Arca che nel 1895, in verità, per mancanza di fondi, bocciarono il primo progetto presentato da Camillo Boito, nel 1895, tendente a una sua ricostruzione.
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