Dove sant’Antonio salvò un innocente
Nella Napoli del Seicento, sottoposta al rigido autoritarismo di un Vicerè, un popolano era stato ingiustamente condannato a morte. La moglie ottenne la grazia confidando nel Taumaturgo.
di Ivano Cavallaro
A farci da guida - e ad accoglierci fraternamente - nella chiesa della Napoli storica ufficialmente detta di San Lorenzo Maggiore (ma da tutta la popolazione considerata il punto di riferimento della devozione antoniana a Napoli e provincia) è il francescano padre Angelo Palumbo, direttore artistico del complesso monumentale comprendente la Basilica e i vicini scavi archeologici. «La centralità antoniana di questa chiesa - ci dice il nostro cordiale interlocutore - non investe solo la geografia regionale della Campania, ma anche la storia del primitivo francescanesimo, perché i seguaci del Poverello arrivarono qui fin da1280, e fin da allora portarono a Napoli e dintorni la devozione al Santo dei miracoli».
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