Don Giovanni Bosco: Sacerdote coraggioso

di Pierluigi Menato

   Nato nel 1815, orfano del padre a due anni, sacerdote nel 1841, don Giovanni Bosco voleva andare missionario, ma il suo maestro Giuseppe Cafassogli disse di guardarsi intorno a Torino, capitale del Regno di Sardegna. E lui vi scoprí migliaia di ragazzi immigrati, bradi, malvisti e temuti. E quanti in carcere. «Tanti giovanetti dai dodici ai diciotto anni, tutti sani, robusti, d’ingegno sveglio, vederli lí inoperosi, rosicchiati dagli insetti, stentare il pane spirituale e materiale, fu cosa che mi fece orrore». Ecco la sua missione: quei giovani. Cominciò a raccoglierne alcuni d’inverno in una stanza, dove non c’erano giochi né spettacoli. Ma c’era lui, col quale essi si sentivano vivi e importanti, rispettati.

   Arrivarono a duecento, senza un posto fisso, accolti e poi scacciati per quattro anni, perché il loro chiasso era insostenibile e don Bosco non lo reprimeva, anzi... Tra quel fracasso liberatorio lui cominciava a formarli come cristiani e cittadini, a sollevarli dal senso d’inferiorità.

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