Presenze Antoniane
Il Vangelo è per tutti
Quel Bambino, che sant’Antonio di Padova quotidianamente ci propone, non è soltanto via d’accesso al Padre, ma anche ponte (l’unico vero ponte) fra tutte le creature della terra.
di Ivano Cavallaro
Preghiera e carità
L’antica chiesa di Santa Maria a Monterotondo, luogo ideale di orazione e di raccoglimento, fu scelta nel 1448 dai Francescani come loro dimora, diffondendovi la devozione al Taumaturgo.
di Ivano Cavallaro
Dove sant’Antonio salvò un innocente
Nella Napoli del Seicento, sottoposta al rigido autoritarismo di un Vicerè, un popolano era stato ingiustamente condannato a morte. La moglie ottenne la grazia confidando nel Taumaturgo.
di Ivano Cavallaro
A farci da guida - e ad accoglierci fraternamente - nella chiesa della Napoli storica ufficialmente detta di San Lorenzo Maggiore (ma da tutta la popolazione considerata il punto di riferimento della devozione antoniana a Napoli e provincia) è il francescano padre Angelo Palumbo, direttore artistico del complesso monumentale comprendente la Basilica e i vicini scavi archeologici. «La centralità antoniana di questa chiesa - ci dice il nostro cordiale interlocutore - non investe solo la geografia regionale della Campania, ma anche la storia del primitivo francescanesimo, perché i seguaci del Poverello arrivarono qui fin da1280, e fin da allora portarono a Napoli e dintorni la devozione al Santo dei miracoli».
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